Il Natale della crisi
Si può celebrare un ‘bel’ Natale in piena crisi economica, occupazionale, sociale ? Lo si può e lo si deve celebrare perché forse, in una situazione difficile come quella che stiamo attraversando, potremmo ritrovare il significato più genuino della festa. Natale è la “compagnia di Dio”, Natale è la Presenza di Uno che vuole mettersi al nostro fianco per fare il nostro stesso cammino, soprattutto quando la strada si fa irta, complicata, quando le segnalazioni sono troppe e troppo complicate che rischiano di farci perdere la strada giusta. Natale è questo riconoscere che il Divino ha voluto ‘mescolarsi’ con l’umano per aprirgli gli occhi al Divino. Natale è contemplare quella povera gente ( come Maria e Giuseppe ) che devono fare un lungo cammino per farsi ‘registrare’ perché il Re vuole avere sotto mano i ‘sondaggi’, il numero dei suoi sudditi. Natale è assistere al dolore e all’affronto di questi sposi di essere accolti, mentre sono in attesa di un Figlio. Natale è anche constatare che numerose persone ed associazioni si stanno impegnando con lucidità, con sacrificio, con intelligenza per andare incontro alle necessità più urgenti di coloro che perdendo il lavoro rischiano di perdere anche la fiducia nella vita. Sono davvero molti che si impegnano per andare incontro alle sofferenze del prossimo. Ci piace però sottolineare il grande impegno delle “Caritas” diocesane e parrocchiali. Vediamo in prima fila vescovi, sacerdoti, laici che vogliano concretamente far sentire a tutti che un Dio è venuto in mezzo a noi ed è presente con la carità dei seguaci di Cristo:”Avevo fame, e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, ero malato e mi avete visitato, in carcere e siete venuti a trovarmi.” E’ dunque in atto una grande solidarietà, uno stile di vita che pone al centro le necessità altrui. E’ doveroso mettere in evidenza questo grande sforzo perché troppo spesso la ‘notorietà’ è per gli aspetti negativi della vita, mentre nel mondo sono ancora tanti i ‘samaritani’ che si fanno acconto a coloro che sono incappati nei ‘ladroni’.
Quel Bambino che rinasce è il segno della Speranza nel futuro. Se ogni anno sapremo celebrare come si deve il Natale, allora qualunque cosa possa capitare non smarriremo il senso del nostro cammino.
Buon Natale a tutti
p. Giuliano Temporelli